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Clima, gli scienziati lanciano l’allarme «Il livello del mare salirà di 18-59 centimetri entro il 2100»

Febbraio 2nd, 2007 by Punto Meteo

È la previsione degli esperti dell’Ipcc riuniti a Parigi. Il riscaldamento climatico durerà un millennio

I nati nel 2007 vivranno in un mondo più caldo Livello mare salirà di 18-59 cm entro 2100 E’ la previsione degli esperti dell’Ipcc riuniti a Parigi. Ma potrebbe andare anche peggio: «Livelli maggiori non vanno esclusi».

Clima, gli scienziati lanciano l'allarme «Il livello del mare salirà di 18-59 centimetri entro il 2100»PARIGI - Il livello del mare crescerà probabilmente tra i 18 e i 59 centimentri entro il 2100 anche se potrebbe andare anche peggio, in conseguenza allo scioglimento dei ghiacci in Groenlandia e in Antartico. Lo afferma il rapporto pubblicato dagli esperti del gruppo intergovernativo sul cambiamento climatico (Ipcc) riuniti a Parigi. Una precedente stima nel 2001 aveva fissato l’innalzamento dei mari tra i 9 e gli 88 centimetri. Il rapporto odierno precisa però che «valori maggiori non possono essere esclusi» e che è impossibile dare una stima più precisa in quanto ancora non si può prevedere con esattezza il comportamento del ghiaccio che ricopre l’Antartico e la Groenlandia.
IL RISCALDAMENTO DURERÀ OLTRE UN MILLENNIO - Il riscaldamento del clima sulla Terra durerà per «oltre un millennio», hanno inoltre affermato gli esperti nel rapporto pubblicato oggi sul cambiamento climatico. La temperatura si innalzerà fra l’1,8 i i 4 gradi entro il 2100. Gli esperti dell’Ipcc ritengono con una probabilità del 90 per cento che il riscaldamento climatico sia dovuto all’emissioni umane di gas serra.

NATI NEL 2007 VIVRANNO IN MONDO PIÙ CALDO - «I bambini nati nel 2007 vivranno in un mondo più caldo», aveva affermato il direttore esecutivo del Programma dell’Onu per l’ambiente (Unep), Achim Steiner, qualche ora prima della diffusione delle previsioni mondiali sul cambiamento climatico. «Globalmente il messaggio è chiaro: se è vero che la prova assoluta non sarà disponibile prima che sia troppo tardi, non vi possono più essere dubbi seri che le emissioni umane di anidride carbonica e di altri gas da effetto serra presentino un rischio reale per il nostro benessere», scrive Steiner in un comunicato. «I bambini nati nel 2007 vivranno in un mondo più caldo, dalla tendenze meteorologiche considerevolmente modificate e dove il livello del mare sarà più elevato», aveva aggiunto il direttore esecutivo dell’Unep.
Fonte Corriere della Sera

Albero Essiccato

Terra arida

Allarme Clima. La Ue: «Effetto serra, fine del Mediterraneo» Colture stravolte

Gennaio 8th, 2007 by Punto Meteo

Studio della Commissione europea riportato dal «Financial Times» «L’effetto serra toglierà turisti all’Italia» Nel 2050 il Mediterraneo dovrà fare i conti con la carenza di acqua. E i flussi turistici si sposteranno verso il Nord Europa

LONDRA - Il surriscaldamento globale potrebbe avere serie conseguenze per tutti, compresa l’economia italiana. Le allarmanti previsioni sono contenute in un rapporto della direzione ambiente dalla Commissione europea, riportato dal quotidiano britannico «Financial Times». A una simile fosca previsione era già giunta alcuni mesi fa una ricerca condotta dalla ricercatrice italiana, Claudia Tebaldi, e collaboratori del National Center for Atmospheric Research. E già nello scorso ottobre il rapporto del consigliere economico del primo ministro britannico Tony Blair paventava una bancarotta planetaria se non si lotterà contro i cambiamenti climatici investendo almeno l’uno per cento del prodotto interno lordo.

FLUSSI - Verso il 2050 le nazioni del Nord Europa potrebbero avere benefici dall’aumento delle temperature, ma le regioni del Mediterraneo dovranno combattere con la mancanza di acqua e la diminuzione dei turisti. Secondo l’indagine, che sarà diffusa nelle prossime settimane, il mare del Nord diventerà più caldo e i flussi turistici dal nord verso il sud (circa 100 milioni di persone all’anno, pari a 100 miliardi di euro) rallenteranno «con drammatiche conseguenze per le economie di Spagna, Grecia e Italia».
Arriveranno meno turisti sulle spiagge mediterranee
COSTI E DECESSI - Se la temperatura media annua dovesse alzarsi di 3 gradi centigradi entro il 2071, si verificheranno 87 mila decessi in più all’anno; se il rialzo sarà invece di 2,2 °C i decessi potranno arrivare a 36 mila. Secondo lo studio della Commissione, l’economia dell’Italia e degli altri Paesi del Mediterraneo verrebbe colpita a causa della «siccità, della ridotta fertilità del suolo, degli incendi e di altri fattori dovuti ai cambiamenti climatici». Nell’Europa settentrionale i raccolti aumenterebbero del 70%, mentre dell’Europa meridionale si ridurrebbero del 20% e il livello del mare potrebbe salire anche di un metro. Entro il 2020 il costo totale del surriscaldamento potrebbe arrivare a 4,4 miliardi di euro con un rialzo della temperatura di 2,2 °C rispetto agli anni Novanta; con un aumento di 3 °C i costi salirebbero a 5,9 miliardi, e fino 42,5 miliardi entro il 2080.

DIFESA - Un piano di difesa delle coste e delle spiagge potrebbe però nel lungo periodo ridurre i costi a 2,2 miliardi l’anno. Ma le acque oceaniche diventeranno più acide con gravi conseguenze sulla pesca: i pesci migreranno verso Nord e l’Europa sarà sempre più a rischio alluvioni. La Commissione vorrebbe includere anche metano e ossido di azoto tra i gas serra: riducendo la loro produzione il surriscaldamento dovrebbe rallentare. Lo scorso anno uno studio del governo belga ha riscontrato che una riduzione delle emissioni di anidride carbonica del 15-30% tra il 1990 e il 2020 non avrebbe un impatto complessivo sull’occupazione, grazie ai nuovi posti che dovrebbero essere creati nei settori dell’alta tecnologia come quelli dell’energia rinnovabile. «La riduzione delle emissioni globali nel 2050 a un livello che sia inferiore del 25% rispetto al 1990 - conclude lo studio - è realizzabile sia tecnicamente sia economicamente».
IL MINISTRO: «PRIORITA’ MONDIALE» - Tempestivo il commento del presidente dei Verdi e ministro dell’Ambiente Alfonso Pecoraro Scanio: «I cambiamenti climatici in atto sono una vera priorità, per l’Italia e per tutta la comunità internazionale, e devono essere affrontati per tempo e con determinazione - auspica il ministro -. Piuttosto che perdersi in polemiche sterili, la politica dovrebbe occuparsi dei veri problemi. E pensare che ancor oggi c’è chi crede che l’emergenza sia la legge elettorale e vede nel Protocollo di Kyoto un ostacolo allo sviluppo».
07 gennaio 2007

Economia. Il Clima stravolge l’agricoltura

Gennaio 6th, 2007 by Punto Meteo

La Coldiretti: allarme clima in campagna Arachidi in pianura padana, olivi sotto le Alpi Sfasamenti stagionali, con autunno caldo e primavera anticipata, ma anche aumento dei fenomeni estremi stravolgono l’agricoltura
Alberi in fiore a inizio gennaio

ROMA - È allarme clima anche in campagna. Sfasamenti stagionali, con autunno caldo e primavera anticipata, ma anche aumento dei fenomeni estremi, con punte di caldo eccessivo e modificazione della distribuzione delle piogge, sono l’espressione di cambiamenti climatici che sconvolgono l’ agricoltura italiana con effetti sui cicli delle colture, sulla gestione delle acque e sulla sicurezza del territorio. Così la Coldiretti rimarca l’ allarme lanciato dallo studio della Commissione europea sulla situazione climatica e ambientale.

Questi effetti, d’altra parte, sono già evidenti in Italia dove le attuali temperature al di sopra della media stanno ‘confondendo’ la vegetazione con la comparsa anticipata delle fioriture primaverili di primule, mimose e mandorli. Le piante forestali sono già in attività vegetativa ed è evidente per tutti la presenza delle mimose sulla riviera ligure in anticipo sulla festa delle donne dell’otto marzo e dei mandorli in fiore dell’agrigentino mentre le primule sono già comparse sulle colline emiliane. Si tratta di cambiamenti destinati a produrre conseguenze strutturali sull’attività agricola nazionale dove si assiste ad uno spostamento delle zone tradizionali di coltivazione delle principali colture: gli olivi si sono spostati a ridosso delle Alpi e nella pianura padana si coltivano le arachidi.

Ma gli effetti - precisa la Coldiretti - si fanno sentire anche con un maggiore rischio per gelate tardive, l’aumento dell’incidenza di infezioni fungine e dello sviluppo di insetti, la riduzione della riserva nelle falde acquifere e stress idrico delle piante. I cambiamenti climatici in corso, e in particolare la più elevata frequenza con la quale si manifestano gli eventi estremi, determinano inoltre un sensibile aumento dei rischi erosivi che devono essere considerati non solo come una perdita di terreno, ma anche una delle cause principali di degradazione della fertilità del suolo in quanto determinano una riduzione dell’infiltrazione, della capacità di immagazzinamento dell’acqua e una perdita di elementi nutritivi che si traduce in un habitat meno favorevole alla crescita delle piante ed alla sostenibilità delle attività agricole nel tempo

Clima Pianeta Terra. E’ Allarme!!

Dicembre 8th, 2006 by Punto Meteo

Entro fine secolo caldo estremo più frequente e siccità Riscaldamento globale: l’Italia a rischio Se non si modificano le attuali emissioni di gas serra pesanti ripercussionisocietà ed ecosistemi. Mediterraneo molto vulnerabile.

WASHINGTON - Se le attuali emissioni di gas serra non diminuiranno, entro la fine del secolo si andrà incontro a una escalation degli eventi climatici estremi. In particolare: aumento della durata media delle heat-waves (ondate di caldo) e del numero delle notti calde , aumento dell’intensità delle precipitazioni, allungamento dei periodi di siccità , riduzione dei periodi di freddo intenso. A formulare la previsione è una ricerca condotta da una ricercatrice italiana, Claudia Tebaldi e collaboratori del National Center for Atmospheric Research, che si fonda su una simulazione che si è avvalsa di ben nove supercomputer, tra i più potenti al mondo, all’interno dei quali sono stati immessi dati relativi a tutte le variabili che possono interferire sul clima.
EVENTI ESTREMI - «Sono gli eventi climatici estremi, e non i valori medi, che causano i maggiori danni alle società e agli ecosistemi», spiega la ricercatrice italiana. «Per esempio, sappiamo che le terribili heat-waves, o ondate di caldo, che hanno colpito Chicago nel 1995 hanno causato un drastico aumento della mortalità, soprattutto tra gli anziani e la classi sociali disagiate. La stessa cosa è accaduta in Italia durante l’estate del 2003. In base ai nostri risultati si prevede che le heat-waves, che ora si verificano una volta ogni dieci anni, potrebbero diventare molto più frequenti: fino una volta all’anno entro fine secolo» (una ricerca specifica della studiosa sulle heat-waves è stato pubblicato su Science due anni fa).

EQUILIBRIO SECOLARE - «In pratica – continua la ricercatrice – siamo di fronte alla rottura di un equilibrio rimasto immutato per secoli e le conseguenze possono essere disastrose sotto diversi punti di vista. Aumento dell’intensità delle precipitazioni vuol dire aumento del rischio di alluvioni e anche la riduzione dei periodi di gelo non è una buona notizia: questo infatti può comportare un drammatico cambiamento degli ecosistemi con ricadute negative come l’aumento dell’infestazione da insetti. I paesi del Mediterraneo, insieme agli Stati Uniti occidentali e al Brasile, risultano le aree più interessate da queste modificazioni climatiche». Lo studio, dal titolo «Going to the extremes», finanziato da National Science Foundation, US Department of Energy e EPA, apparirà sul numero di dicembre della rivista peer-reviewed «Climatic Change»

Spazio, inizia una nuova era per il meteo europeo

Ottobre 16th, 2006 by Punto Meteo

Spazio, inizia una nuova era per il meteo europeo
Il primo satellite MetOp dell’Esa verrà lanciato il 17 ottobre dal cosmodromo di Baikonur

Nuova era per il meteo europeo
Spazio, inizia una nuova era per il meteo europeoIl 17 verrà lanciato il satellite MetOp
Inizia una nuova era per le previsioni del tempo europee via satellite. Alle 18,28 del 17 ottobre verrà infatti lanciato MetOp-A, il primo satellite dell’Agenzia Spaziale Europea dedicato alla meteorologia operativa che lavorerà in orbita polare. Il vettore decollerà dal cosmodromo di Baikonur, in Kazakhsta, e sarà il primo di tre esemplari sviluppati dall’Esa in collaborazione con Eumetsat, l’organizzazione intergovernativa che gestisce il sistema per la meteorologia via satellite in Europa.
Finora gli unici dati meteo rilevati dall’orbita polare sono stati quelli americani forniti dal Noaa, l’American National Oceanic and Atmospheric Administration, ma da quando il vettore dell’Esa sarà operativo la responsabilità dei servizi meteorologici sarà divisa tra Europa e Stati Uniti. Il MetOp-A è destinato comunque a lavorare congiuntamente ai vettori della Noaa, per rispettivi compiti, e, per offrire la massima copertura, i due satelliti saranno attivi su orbite complementari.

Spazio, inizia una nuova era per il meteo europeoIl lancio del secondo satellite della famiglia, il MetOp-B, è previsto fra circa 4,5 anni e un intervallo analogo dovrebeb essere rispetatto per il lancio del terzo, il MetOp-C. Poichè la vita operativa media di ciascun satellite è di circa cinque anni, la famiglia dei MetOp è destinata ad assicurare il suo servizio fino a 2020. Il costo complessivo del programma, compresi i tre satelliti, il segmento di Terra e le operazioni, è di 2,4 miliardi di euro, 1,85 dei quali finanziati da Eumetsat e 550 milioni dall’Esa per lo sviluppo dei satelliti. MetOp-A opererà da un’orbita polare per rilevare, con ben 13 strumenti, dati relativi a temperatura, umidità, velocità e direzione dei venti, tracce di ozono e di altri gas.

Ciao mondo Meteo!!

Ottobre 12th, 2006 by Punto Meteo

Ecco riproporre il portale Meteo per l’Italia.

Intanto che noi lavoriamo per darti il meglio … tu passa qualche minuto in relax.